PIANO TRIENNALE DI FORMAZIONE INFORMATIVA AL MIUR: 125 ORE DI FORMAZIONE OBBLIGATORIE NEL TRIENNIO PER I DOCENTI.

articolo scritto il 5 settembre 2016

Nel pomeriggio di ieri, 1° settembre 2016, si è tenuto al Miur un incontro di informativa sul seguente o.d.g.: “Piano triennale di formazione”.

L’Amministrazione, rappresentata dal dott. D’amico della Direzione Generale del personale della scuola e dalla ispettrice dott.ssa Baretta, ha presentato la sintesi del piano di formazione, inviata, precedentemente alle OO.SS.. L’Amministrazione si è soffermata sulla nuova concezione di formazione in servizio del personale docente “obbligatoria, permanente e strutturale”, come previsto al comma 124 della legge 107/2015.

La formazione in servizio, come previsto da tale legge, introduce alcune importanti innovazioni, evidenziate nella sintesi scritta inviata alle OO.SS.:

–    principio della obbligatorietà della formazione in servizio, finalizzata al miglioramento;

–    definizione e finanziamento di un piano nazionale di formazione triennale;

–    inserimento, nel PTOF di ogni scuola della ricognizione dei bisogni formativi, e, conseguentemente delle azioni formative da realizzare;

–    assegnazione ai docenti di una carta elettronica personale, destinata alla formazione e ai consumi culturali;

–    riconoscimento della partecipazione alla ricerca e alla documentazione di buone pratiche al fine di valorizzare e incentivare la professionalità docente.

Il Ministro emanerà, con apposito Decreto Ministeriale, un atto di indirizzo per il piano di formazione nazionale del personale docente, stabilendo le priorità e le risorse per il triennio 2016/2019, delineando già, a partire dal corrente a.s., un piano strategico e operativo, per sostenere la crescita professionale del personale docente.

Il piano attua una visione che, avvalendosi della innovazione normativa, costituisce, a parere dell’Amministrazione, una occasione strategica per lo sviluppo professionale dei docenti, con l’obiettivo di superare le debolezze del sistema scolastico italiano, adeguandolo ai migliori standard internazionali.

La sintesi scritta evidenzia come si è passati da uno stanziamento destinato alla formazione, pari a 18.447.225,22, relativo al triennio 2013/2015, di cui 4.763.379,58 destinati ai CLIL e 2.717.255,96 destinati al piano di formazione linguistica, ad una destinazione, prevista dalla legge 107/2015 (comma 25) di 40 milioni all’anno di risorse per finanziare iniziative dell’amministrazione, per piani nazionali, per azioni di sistema necessarie a seguito di innovazioni ordinamentali o curriculari, ivi compresa la formazione dei docenti neoassunti in periodo di prova. A tali fondi si aggiungono quelli dei fondi europei del Programma Operativo Nazionale (PON), nonché altre risorse Miur assegnate alle singole Direzioni Generali, per il rafforzamento dell’offerta formativa. Infine vi sono i fondi previsti dalla legge 107/2015 per la carta elettronica del docente, per un importo complessivo annuo di 387 milioni di euro.

Il piano nazionale individua le priorità strategiche per il sistema scolastico in materia di formazione, partendo dai bisogni reali che coniugano i bisogni nazionali, le esigenze delle scuole e le necessità di sviluppo professionale.

Gli obiettivi prioritari del sistema educativo nel triennio 2016/2019 sono evidenziati in base a specifiche aree tematiche.

La formazione in servizio del personale docente prevede l’obbligo, nel triennio di effettuazione, di 5 moduli di formazione di 25 ore ciascuno, per un totale di 125 ore complessive. Ogni modulo prevede almeno l’effettuazione di 8 ore di formazione in presenza.

Le delegazioni delle OO.SS., hanno evidenziato le seguenti critictà:

–    si riservano di esprimere un parere definitivo quando sarà emanato l’atto di indirizzo del Ministro, dopo aver verificato la sua coerenza o meno con la sintesi scritta ricevuta, presentata per grandi linee dall’Amministrazione nell’incontro odierno;

–    ribadito il dissenso per le modifiche, a tutt’oggi non ancora regolamentate, che la legge 107 ha introdotto in materia di obblighi del personale, modificando in modo unilaterale il CCNL, in netto contrasto con quanto previsto dallo stesso CCNL 29/11/2007, che prevede la formazione in servizio come “diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità” (art. 64 c. 1);

–    sottolineato che gli eccessivi compiti attribuiti al ministero in materia di formazione, svuotano, di fatto, l’autonomia scolastica, pur enfatizzata nell’art. 1 della legge 107/2015;

–    chiesto che venga valorizzata la funzione del collegio dei docenti nelle scelte e ribadito la necessità che le attività vengano deliberate dal collegio dei docenti ed, eventualmente, articolate per tematiche, tra le quali il docente possa scegliere quelle coerenti con la propria attività di docenza;

–    richiesto che il docente non debba impegnare, nemmeno in minima parte, i 500 euro della card per l’aggiornamento obbligatorio;

–    sottolineato che tutto il piano prevede un inaccettabile aggravamento del lavoro del personale docente, già insopportabilmente gravato da impegni burocratici.

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