Messaggio di auguri pasquali del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo

articolo scritto il 29 Marzo 2013

Cari colleghi professori, ricercatori e personale scolastico, dell’università e del ministero, care famiglie e soprattutto carissimi studenti, in occasione delle feste pasquali desidero farvi i miei migliori auguri, affinché possiate passare giornate serene e felici. A conclusione di questa esperienza di governo voglio esprimere a tutti voi la mia sincera gratitudine, perché attraverso il contatto continuo che abbiamo avuto ho imparato tanto.

Questo anno e mezzo di lavoro insieme, infatti, ha rappresentato per me un’occasione di grandissimo arricchimento, personale oltre che professionale. Ho avuto il privilegio di incontrare, ovunque andassi, persone di grandissimo valore e spessore. Professionisti che, nel dedicarsi al proprio lavoro, ogni giorno mettono al servizio della collettività non soltanto le proprie competenze, ma la propria dedizione. Con tanto orgoglio, fatica e impegno. Studenti che, oltre allo studio, decidono di mettere al servizio dei colleghi il proprio tempo libero, per ottenere una maggiore e più matura partecipazione e condivisione nelle decisioni che li riguardano. Ciascuno di loro, la grande comunità che si raccoglie intorno alla scuola, all’università e al mondo della ricerca, rappresenta – ne sono convinto più che mai – la grande leva su cui imperniare il riscatto e la rinascita del nostro Paese.

Non posso negare il periodo difficile per noi tutti. Il mio auspicio è che questi giorni di festività, da molti passati assieme alla propria famiglia, possano essere l’occasione per riscoprire il senso della comunità, dell’impegno comune per il benessere e la felicità di tutti. L’Italia deve tornare a far prevalere l’interesse generale sul particolare.

E in questo senso ci aiutano proprio la scuola e l’università, come anche le grandi comunità della ricerca. È nelle aule e nei laboratori che si impara a vivere e a interagire insieme, a lasciare spazio agli altri, a rispettare le diversità e lavorare insieme per ottenere un risultato. Le aule e i laboratori restano i templi pagani, dove coltivare e tramandare la nostra profonda e ammirata cultura, che ancora ci distingue nel mondo intero, dove crescono i nuovi cittadini e nascono le speranze, dove si crea innovazione e si progetta il futuro e il benessere dei cittadini.

Proprio per questo sono persuaso del ruolo centrale della formazione e della ricerca, che la politica deve tornare a valorizzare archiviando una lunga stagione di tagli, a favore di un rilancio nel segno della competitività, delle regole e di un uso più mirato ed efficiente delle risorse. In questo ci viene incontro l’Europa, a cui dobbiamo sempre più a fare riferimento, e dove dobbiamo imparare ad essere più competitivi nel guadagnarci le molte risorse a disposizione, una buona parte delle quali proviene dalle nostre tasche, attraverso le tasse.

In questi mesi di lavoro e impegno spero di avervi dimostrato la mia intenzione di tracciare, per noi tutti, una strada che potesse da un lato lasciare in eredità un metodo di lavoro più efficiente e capace di far emergere le capacità e l’impegno di tutti, dall’altro la volontà di semplificare l’imponente macchina del ministero, riducendo il più possibile la produzione normativa a favore di più semplici e diretti atti amministrativi.

Con la fase di ordinaria amministrazione del governo il mio impegno non è venuto meno, con l’obiettivo di chiudere tutti i processi che avevo avviato e portato a conclusione nel corso del mandato ministeriale. Tra questi, il decreto per consentire, attraverso un fondo immobiliare, la costruzione di nuove scuole nel segno dell’innovazione didattica di cui abbiamo bisogno; il decreto per dare il via libera ai libri digitali, sui banchi a partire dall’anno scolastico 2014-2015, per una didattica più interattiva e a misura di studenti; la chiusura del bando sui Messaggeri della conoscenza, per consentire a professori e ricercatori di tutto il mondo di venire nelle università del Mezzogiorno a fare lezione, favorendo la circolazione della conoscenza e ‘dei cervelli’. E ancora, il lancio della prima Social Innovation Agenda italiana, per far crescere dal basso i bisogni dei cittadini attraverso ricerca e innovazione; il decreto sui Tirocini formativi attivi speciali, per regolarizzare l’abilitazione di circa 75mila docenti della scuola; il lancio del programma di ricerca Horizon2020 Italia, che si istrada nel solco del prossimo Programma Quadro europeo, anticipandolo nelle priorità, per allenare le università e gli enti di ricerca italiani e renderli più competitivi sui prossimi bandi.

Il mio lavoro è proseguito e proseguirà fino all’ultimo giorno, a testimonianza del senso di responsabilità che sento nei confronti di tutti voi e del Paese, e del mio personale attaccamento a quello che è sempre stato il mio mondo di riferimento. In fin dei conti io sono, e resto, un professore, un ricercatore, un padre.

Buone feste a tutti voi

Francesco Profumo

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