Mobilità 2016: nuovo esodo di insegnanti dal Sud.

articolo scritto il 3 agosto 2016

Lo scorso anno è stata un’estate infuocata e di sicuro densa di aspettative per migliaia di docenti che fino al 14 agosto erano alle prese con la domanda di disponibilità per l’assunzione  a livello nazionale prevista  della legge 107/2015. Oggi 3 agosto 2016 a distanza di quasi 12 mesi possiamo senza ombra di dubbio affermare che le attese sono diventate problemi e che l’estate sarà di sicuro rovente  almeno fino a tutto settembre e non per il clima. La stagione della mobilità, la pubblicazione dei trasferimenti e la cosiddetta chiamata diretta che in questi giorni sta entrando nel vivo hanno scaraventato una bufera sopra viale Trastevere. Niente ferie per dirigenti scolastici e professori: ma questa volta saranno in buona compagnia con tecnici e politici che ora rischiano di dover trascorrere le prossime settimane in ufficio a trovare soluzioni a quegli “errori grossolani dell’algoritmo” così definiti dalle organizzazioni sindacali e insegnanti che hanno decretato la sorte di migliaia di colleghi della scuola dell’infanzia e primaria.

Da Palermo, a Bari, a Napoli, ad Ascoli Piceno migliaia di docenti della fase B che si sono visti, a parità di punteggio con altri colleghi della fase C, scaraventati a chilometri da casa, hanno alzato la voce occupando uffici scolastici e istituzioni.   Dure le prese di posizione dei sindacati. “I risultati dei movimenti della scuola primaria nelle fasi B) C) e D)  pubblicati in data 29 Luglio hanno presentato fin da subito una serie di numerosi possibili errori ed incongruenze che generano reclami, richiesta di interventi, presentazione di ricorsi e diffide. Una enorme varietà di situazioni che spazia dalla sparizione di insegnanti dagli elenchi alla mancata attribuzione delle tutele di legge  104,  alla dubbia applicazione del principio di viciniorietà,in assenza della pubblicazione da parte degli uffici scolastici territoriali dei movimenti  distinti per fasi.” Con queste considerazioni si apre il documento unitario sottoscritto l’1 agosto dalla FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS. Si parla di  “flop” del cervellone del MIUR  e “mancata trasparenza nella pubblicazione dei movimenti di infanzia e primaria”. Ieri pomeriggio la CISL ha portato sulla scrivania del sottosegretario Davide Faraone un dossier con almeno 1.000 casi di palesi errori: solo a Napoli ne sarebbero stati registrati 476 su 1176 trasferimenti.

Numeri che non sembrano scalfire il ministero che difende il suo operato pur impegnandosi ad eseguire le verifiche del caso. Nel Partito Democratico non si nasconde però l’imbarazzo per il caso “mobilità”. Una procedura definita “complessa” dalla Giannini ma che ha registrato da subito ritardi e problemi. Oggi pomeriggio, a chiedere al governo Renzi un intervento sulla questione trasferimenti saranno i governatori nella Conferenza Stato Regioni convocata alle 14,30 in via della Stamperia: la maggior parte dei docenti che dovranno fare le valigie sono, infatti, del Sud. In Puglia, dove secondo la Uil su 1.800 docenti interessati alla mobilità 900 dovranno prendere il treno per il Nord.  Dati certi da viale Trastevere non ne arrivano ma secondo la Gilda, per esempio, analizzando i numeri dei trasferimenti su 366 insegnanti nati in provincia di Benevento il 27% è stato assegnato agli ambiti della Lombardia; il 10% a quelli del Lazio; il 6% alla Toscana, il 5% a Veneto ed Emilia Romagna.

Ora è tempo di candidature per i docenti dell’infanzia e primaria: avranno tempo fino a domani per inviare il curriculum vitae tramite le istanze online per poi esaminare gli avvisi dei bandi degli istituti e nel frattempo sperare nel “salvagente” delle assegnazioni provvisorie.

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